Come si calcola il credito di imposta e quanto può essere la spesa complessiva per investimenti in attività di ricerca e sviluppo

Il credito di imposta per ricerca e sviluppo, compete fino ad un importo massimo annuale di 10 milioni di euro per ciascun beneficiario, ed è riconosciuto a condizione che “la spesa complessiva per investimenti in attività di ricerca e sviluppo effettuata in ciascun periodo d’imposta in relazione al quale si intende fruire dell’agevolazione ammonti almeno ad euro 30.000” e che detta spesa complessiva “ecceda la media dei medesimi investimenti realizzati nei tre periodi d’imposta precedenti a quello in corso al 31 dicembre 2015”.

Una volta accertato che il requisito minimo di spesa complessiva sia pari a euro 30.000, occorre poi verificare che la spesa complessiva per investimenti in attività di ricerca e sviluppo, effettuata in ciascun periodo di imposta in relazione al quale si intende fruire dell’agevolazione, rappresenti un incremento rispetto alla media dei medesimi investimenti realizzati nei tre periodi di imposta precedenti a quello in corso al 31 dicembre 2015.

E’ opportuno in ogni caso precisare che la soglia minima di investimento pari a euro 30.000, imposta dalle disposizioni in commento come requisito di accesso all’agevolazione, non rileva ai fini del calcolo della media di riferimento. Di conseguenza, in tale calcolo vanno computati anche gli investimenti di importo inferiore al predetto ammontare.

Tale agevolazione, ricordiamo, si applica anche ai soggetti che intraprendono l’attività durante il periodo di vigenza della misura agevolativa (che, va dal periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2014 fino a quello in corso al 31 dicembre 2019, ora 31 dicembre 2020).

Per questi ultimi, la media degli investimenti Ricerca e Sviluppo sarà calcolata a decorrere dalla costituzione.

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