Spesso le aziende manifatturiere non pongono la dovuta attenzione alle opportunità che derivano dalla gestione della logistica esterna; per alcuni infatti cosa succede prima che la merce arrivi nel proprio magazzino o una volta consegnati i prodotti è trascurabile, se paragonato a cosa succede all’interno dell’azienda. In realtà però in un contesto come quello odierno in cui nessuno può esimersi dal ricercare la massima efficienza, la gestione della logistica esterna, e quindi della catena estesa del valore, assume un ruolo rilevante.

I Big Data assumono un valore rilevante anche nell’ambito della logistica esterna in quanto forniscono alle aziende la possibilità di prendere delle decisioni sulla base di informazioni precise e puntuali provenienti dal mercato in tempo reale.

Per fare un esempio, analizzare i dati di vendita registrati sugli scaffali dei negozi porta a vantaggi che si riflettono in minori costi da sostenere. Nello specifico emergono una serie di possibilità che l’azienda potrà sfruttare:

  • Consentire ai propri clienti di effettuare i riordini della merce in modo automatico allo scopo di evitare di non avere il prodotto disponibile o di avere i negozi pieni di merce invenduta (una sorta di Amazon button per il retail o la GDO)
  • Studiare le preferenze del mercato per una riprogettazione futura del prodotto, o della sua posizione negli scaffali
  • Ripianificare al meglio la produzione e gli ordini di materie prime in base agli andamenti delle vendite.

In modo analogo conoscere lo stato di avanzamento della produzione dei semilavorati che l’azienda sta aspettando per poter produrre il prodotto finito porta altrettanti vantaggi, soprattutto nella programmazione della produzione, che a quel punto sarà vincolata non soltanto alle date previste di arrivo delle merci, ma anche ad eventuali guasti o ritardi che il fornitore sta accumulando e che possono essere noti in tempo reale.

Questi sono solo alcuni esempi, ma i benefici che le soluzioni 4.0 possono apportare a questo tipo di attività sono innumerevoli e si ripercuotono su tutti gli attori della catena; dai fornitori delle materie prime fino al cliente finale.

Infatti se da un lato i concetti espressi sopra vengono ormai analizzati da molti anni, sono le tecnologie dell’Industria 4.0 che consentono di implementarli in modo semplice e veloce permettendo l’identificazione delle merci (con gli RFID), la raccolta e l’analisi dei dati e l’estrazione delle informazioni rilevanti (Intelligenza distribuita, algoritmi più performanti, capacità computazionale elevata), il trasferimento dei dati tra le aziende (protocolli di comunicazione e di sicurezza), il completamento di transazioni economiche (blockchain).

Proprio le blockchain sono una delle tecnologie più interessanti tra quelle che possono avere un impatto significativo nell’ambito della logistica esterna in quanto si tratta di sistemi che consentono la certificazione delle informazioni e delle transazioni effettuate tra i nodi partecipanti alla rete, come fossero dei registri pubblici distribuiti.

Un miglioramento della logistica esterna può derivare anche dall’utilizzo delle tecniche di modellazione e simulazione dei processi. Grazie alle nuove tecnologie digitali infatti diventa sempre più fattibile l’esecuzione di simulazioni precise e affidabili che riguardano l’intera supply chain, dal fornitore di materie prime fino al distributore.

I rapporti all’interno della supply chain, che finora erano rigidi a causa della mancanza di capacità delle tecnologie di gestire la complessità del sistema, grazie all’industria 4.0 possono essere sfruttati al meglio per migliorare l’efficienza della catena globale.

Il comportamento di un sistema così ampio, flessibile e veloce risulta difficile da modellare a priori in una mappa di processo perciò è necessario individuare nuove modalità per abilitare tale gestione come ad esempio il Process Mining.