Un ambiente di lavoro sano, luminoso e salubre rende i dipendenti più motivati, più in salute e quindi più efficaci ed efficienti. Ma non solo: la legge impone che il livello di qualità ambientale all’interno dell’area di lavoro sia monitorato.

L’Industria 4.0 e il basso costo della componentistica elettronica consentono oggi uno screening continuo degli inquinanti indoor, implementando una serie politica di prevenzione per la sicurezza dei dipendenti, con tutti i vantaggi che ne derivano in termini di responsabilità penali, civili e morali per il datore di lavoro.

Con una spesa di qualche centinaio di euro, oggi è possibile acquistare una stazione in grado di misurare polveri sottili, rumore, anidride carbonica e monossido di carbonio, metano o altri gas presenti nell’aria, ma anche i livelli di inquinamento elettromagnetico, radiazioni ionizzanti, gas radon, formaldeide (M. Magnarosa).

L’Industria 4.0 include anche alcune tecnologie che nella produzione hanno conseguenze interessanti anche per quanto riguarda la sicurezza: l’RFID (Radio Frequency IDentification) e la tecnologia NFC (Near Field Communication).

Per RFID si intende una tecnologia grazie alla quale un’etichetta elettronica chiamata TAG è in grado di memorizzare dei dati e comunicarli, se richiesto, ai cosiddetti reader. I reader sono anche in grado di scrivere i dati all’interno dell’etichetta in modo da aggiornare le informazioni che contiene.